Violenza domestica in Italia e nel mondo: donne ed uomini vittime del partner

La violenza domestica consiste in forme di abuso che si verificano in un ambiente familiare, ad esempio in una situazione matrimoniale o di coabitazione.

Essa può avere luogo, indistintamente, sia all’interno di relazioni eterosessuali che omosessuali. Nell’accezione più ampia del termine, la violenza domestica coinvolge anche bambini, genitori, o i più anziani.

Può assumere molte forme: fisica, verbale, emozionale, economica, religiosa, riproduttiva, sessuale. Può configurarsi in atti coercitivi di stupro coniugale e altri violenti abusi fisici, come lo strangolamento, le percosse, la mutilazione genitale, il lancio di acido, sia in azioni che includono l’uso della tecnologia per molestare e controllare la vittima.

La violenza domestica può anche trascendere in omicidio; frequenti sono i casi di lapidazione, così come i delitti d’onore ed i delitti a motivo della dote.

Nelle nazioni del sud dell’Asia, prime tra tutte India, Pakistan e Bangladesh, è registrato il più alto numero di spose bruciate vive: secondo una stima del 2011 sono tra le 4.000 e le 25.000 le morti per appiccamento di fuoco che occorrono in questi paesi ogni anno, molte delle quali ancora una volta legate al motivo della dote. Quando essa non soddisfa le aspettative dello sposo o della sua famiglia, può verificarsi il tentativo di uccidere la moglie per permettere all’uomo di risposarsi o per punire la ragazza ed i parenti. Soventemente questi omicidi sono fatti passare per incidenti domestici, come l’esplosione di una stufa o di una bombola a gas.

Globalmente, le vittime di violenza domestica sono soprattutto donne, e proprio le donne tendono ad essere sottoposte a più gravi forme di maltrattamento.

Secondo alcune ricerche, la maggioranza di esse sembrano essere meno propense ad utilizzare la violenza contro il partner per autodifesa.

Inoltre, in alcuni paesi, la violenza domestica può essere considerata giustificata o legalmente consentita, in particolare nei casi di infedeltà effettiva o sospetta.

Ad esempio, l’adulterio rimane un reato molto serio nelle Filippine , a Taiwan, così come in Pakistan (dove può cagionare la pena di morte sia agli gli uomini che alle donne), in Arabia Saudita ( dove la condanna può essere legalmente eseguita tramite lapidazione), in Somalia e finanche in 17 stati USA, sebbene raramente seguano azioni penali.

La violenza domestica è tra i crimini che più raramente vengono riportati sia da uomini che da donne.

Gli uomini, in particolare, a causa dello stigma sociale, hanno più difficoltà a riportare gli abusi subiti ed una maggiore probabilità di essere trascurati dagli operatori sanitari.

Secondo uno studio universitario del 2005 condotto da Miller(Miller, 2005), una considerevole minoranza degli individui arrestati per violenza domestica ogni anno negli Stati Uniti è donna. I dati riportano che in Tennessee, ad esempio, il 16% degli arrestati per violenza contro il partner appartiene al genere femminile (Feder & Henning, 2005). In New Hampshire le donne costituiscono il 35% degli arrestati per violenza domestica.

 ‎Studi su campioni universitari hanno anche scoperto che uomini e donne commettono tassi simili di aggressione fisica (‎‎Cercone, Beach, & Arias, 2005‎‎) o che una sempre maggiore prevalenza di donne commette aggressioni fisiche (‎‎Straus, 2004‎‎).‎

‎Mentre gli studi sulle vittime rilevano che donne e uomini riferiscono la perpetrazione di aggressioni fisiche a tassi simili, rimane il fatto che le donne hanno molte più probabilità di essere ferite in situazioni di violenza domestica (‎‎Archer, 2000‎‎; ‎‎Feder & Henning, 2005‎‎; ‎‎Hamberger, 2005‎‎; ‎‎Temple, Weston, & Marshall, 2005‎‎; ‎‎Whitaker, Haileyesus, Swahn, & Saltzman, 2007‎‎).

Di più, ‎gli studi hanno rilevato che la maggior parte delle donne violente a livello domestico ha anche subito violenza dai partner maschili.‎

‎Pertanto, molte donne accusate di violenza domestica, specialmente quelle che sono coinvolte nel sistema di giustizia penale, non sono le uniche autrici di violenza. La vittimizzazione che hanno sperimentato dai loro partner maschili è un importante fattore contestuale per comprendere le loro motivazioni alla violenza. Alcune donne che sono state giudicate per un reato di violenza domestica sono, infatti, donne maltrattate che hanno reagito (‎‎Kernsmith, 2005‎‎; ‎‎Miller, 2005‎).

Gli studi hanno rilevato che le donne e gli uomini usano livelli equivalenti di aggressività psicologica. Le donne risultano usare livelli più elevati di violenza fisica moderata rispetto ai loro partner contro di loro e circa lo stesso livello di violenza fisica grave. Tuttavia, le donne hanno circa 1,5 volte più probabilità di subire il controllo coercitivo rispetto alla possibilità di imporlo. Allo stesso modo, le donne hanno 2,5 volte più probabilità di essere costrette sessualmente rispetto alla possibilità di usare la coercizione sessuale contro i loro partner. Infine le donne risultano avere 1,5 volte più probabilità di essere ferite rispetto a quelle che avrebbero di ferire i loro partner.‎

In Italia, le donne vittime di omicidio volontario nell’anno 2020 sono state 116, lo 0,38 per 100.000 donne. Nel 2019 erano state 111.

La serie storica degli omicidi per genere mostra come siano soprattutto gli omicidi di uomini a essere diminuiti in 26 anni (da 4,0 per 100.000 maschi nel 1992 a 0,7 nel 2018), mentre le vittime donne di omicidio sono rimaste complessivamente stabili (da 0,6 a 0,4 per 100.000 femmine).

Una chiave di lettura in termini di violenza di genere è fornita dall’esame della relazione tra gli attori dell’omicidio: delle 116 donne uccise nel 2020, il 92,2% è stata uccisa da una persona conosciuta. Per oltre la metà dei casi le donne sono state uccise dal partner attuale, in particolare il 51,7% dei casi, corrispondente a 60 donne, il 6,0%, dal partner precedente, pari a 7 donne, nel 25,9% dei casi (30 donne) da un familiare (inclusi i figli e i genitori) e nel 8,6% dei casi da un’altra persona che conosceva, come amici, colleghi, ecc. (10 donne).

Malgrado le cautele che le comparazioni internazionali richiedono, si può affermare che l’incidenza degli omicidi di donne in Italia sia contenuta in rapporto al contesto europeo: tra i 24 Paesi dell’Unione europea per i quali si hanno a disposizione dati recenti , si osservano valori inferiori solo nel caso di Grecia e Irlanda.

I dati sono ulteriormente cresciuti durante la pandemia del COVID-19: mentre il numero di omicidi generici è diminuito, sono aumentati gli omicidi di donne da parte dei mariti. Pietro Curzio, Primo presidente della Corte di Cassazione, ha osservato che nel 2021 ci sono stati 295 omicidi volontari, di cui 102 donne assassinate in ambito familiare/affettivo, e in particolare 70 per mano del partner o ex partner.

Ulteriori studi sulla violenza tra partner condotta all’ interno della popolazione militare (sia femminile che maschile) mostrano che il tasso di violenza domestica è più alto rispetto alla popolazione civile (Heyman and Neidig (1999) .

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